lunedì 26 dicembre 2016

Dolci tipici natalizi delle varie regioni d'Italia!

Ciao diamond, buon Santo Stefano!! Passato un buon Natale? Avete mangiato tanto? :P
Questo post riguarderà, come avrete già capito dal titolo, dei dolci tipici di Natale delle varie regioni d'Italia. 
All'estero il panettone è considerato il dolce di Natale tipico d'Italia, ma qui da noi non è così scontato. L'Italia nel periodo natalizio è infatti ricca di dolci e ognuno ha la sua storia e ricetta particolare che a volte varia di casa in casa e in generazione e generazione.
Avete ancora un po' di posto nel vostro pancino?? In questo post dimenticate la dieta e le calorie e gustatevi ogni dolce!


Bisciola valtellinese, Lombardia: Conosciuta anche come Pan di Fich, la Bisciola è un pane dolce lievitato, preparato con farina di grano tenero e farina di segale o di grano saraceno, burro di latteria, fichi, noci, nocciole, uvetta e pinoli. 
Si racconta che sia nata per puro caso, quando le truppe di Napoleone invasero il nord dell’Italia nel 1797. I soldati francesi si fermarono in Valtellina per una tappa e Napoleone chiese a un cuoco di preparargli un dolce con ingredienti e prodotti trovati sul luogo. 
La tradizione vuole che le fette di Bisciola, prima di essere mangiate, debbano essere inzuppate nella grappa.


Tronchetto di Natale, Piemonte: La sua forma ricorda quella di un pezzo di legno che ricorda appunto un pezzo di legno di castagno o di quercia che per tradizione le famiglie piemontesi di un tempo usavano conservare per poi bruciarlo per scaldarsi la Notte di Natale, in attesa della Messa di Mezzanotte. Il capofamiglia, attorniato dai suoi cari, metteva il ceppo nel camino, lo benediceva con un segno di croce, lo bagnava con del vino rosso e nel dargli fuoco pronunciava la formula augurale: «Si rallegri il ceppo, domani è il giorno del pane». 
Da questo deriva la leggenda secondo cui il ceppo posto nel camino dovrà bruciare per le dodici notti seguenti, dal Natale all’Epifania, in segno di buon auspicio. 
E dal mix di tradizione e leggenda, il tronchetto di Natale è un dolce moooolto calorico ma irresistibile, preparato con uova, burro, mascarpone, crema di marroni, brandy, panna, cioccolato.
E io sono al secondo dolce che già mangerei tutto, aiuto!


Gubana, Friuli Venezia Giulia: L'aspetto a chiocciola di questo dolce è quello dei dolci casalinghi genuini di una volta ed è un simbolo del Friuli, dove è tradizione regalarlo a Natale per augurare prosperità e ricchezza. A base di pasta lievitata, è farcito con frutta secca, uva passa, amaretti e bagnato dalla grappa. Deve il suo nome proprio alla sua caratteristica forma a chiocciola: «gubat», infatti, in dialetto friulano significa «avvolgere». 
La Gubana richiede tre giorni di lavorazione per essere preparata, ma se conservata in luogo fresco e asciutto mantiene inalterate la fragranza e la bontà per mesi.



Sebadas, Sardegna: Uno dei dolci Sardi della tradizione sarda che è tra i più conosciuti anche al di fuori dell’isola, è preparato con il raffinato miele di corbezzolo, usato come una glassa che ricopre il grosso raviolo di sfoglia ripieno di pecorino locale. 
Questi sono considerati un dolce solo perché cosparsa di miele e zucchero, in origine erano considerate un secondo piatto. Il loro nome deriva dalla parola dialettale «seu» cioè «sego», e ricorda la brillantezza che il miele di corbezzolo dona a questo dolce.


Panspeziale o Certosino, Emilia Romagna: E' il tipico dolce natalizio della cucina bolognese ed è a base di cioccolato, miele, mostarda bolognese, frutta candita, pinoli e burro. È detto anche panspeziale e, in dialetto, zrtuséin o panspzièl. Il suo nome deriva dal fatto che nel medioevo era prodotto dai farmacisti e solo in un secondo momento furono i frati certosini ad occuparsi della sua produzione. Per gustare al meglio il panspeziel, andrebbe tagliato a fettine sottili. Con ingredienti simili al Pan Speziale, ma ancora più nutrienti (vengono aggiunte all’impasto nocciole, arachidi, mandorle, ciliege candite e cognac), il Panone di Natale è un altro dolce natalizio delle campagne bolognesi che 
cambia ricetta di casa in casa.


Zelten, Trentino Alto Adige: E' un pane fruttato e riccamente speziato. Si tratta di una versione arricchita del pane fatto in casa, a base di frutta secca, canditi, uvetta. In tedesco «zelten» significa «a volte», ed evidenzia che la preparazione del dolce si effettua solo nel periodo natalizio. Lo Zelten è diffuso in tutto il Trentino Alto Adige, con ingredienti che cambiano di valle in valle e di famiglia in famiglia. Si può semplicemente provare a distinguere tra Zelten trentino (più povero di frutta) e sudtirolese bolzanino, in cui la quantità di frutta è più importante. Ingredienti comuni in tutte le preparazioni sono farina, uova, burro, zucchero, lievito, noci, fichi secchi, mandorle e pinoli. 


Ricciarelli, Toscana: E' un dolce tipico natalizio di origine senese a base di morbida pasta di mandorle a cui si uniscono i profumi di vaniglia e cannella. L’origine di questo biscotto risale circa al Medioevo, quando il marzapane era lavorato per produrre i tipici dolci della città del Palio principalmente nei conventi o nelle vecchie botteghe di speziali/farmacisti. Anche se la ricetta varia di famiglia in famiglia, è per tutti uguale la lavorazione, la quale prevede un impasto con mandorle dolci, zucchero e albume d’uovo da cuocere in forno. Mantiene la forma ovale originale, con uno spessore intorno ai 15mm, un peso massimo di 30grammi l’uno e la diagonale maggiore fra i 50mm e 105mm. A fine cottura si aggiunge lo zucchero a velo. Tradizione vuole che siano consumati in abbinamento al tipico Vin Santo della zona o anche a un Moscatello di Montalcino.
A questi ci aggiungerei anche i cantucci che AMO, ma non credo siano natalizi..non saprei!!

Pangiallo romano, Lazio: Questo dolce risale alla Roma imperiale dove si usava prepararlo il giorno del solstizio d’inverno come buon auspicio per il ritorno delle lunghe giornate di sole. Il suo nome deriva dal colore della glassa che lo ricopre. Tradizionalmente il pangiallo era ottenuto impastando frutta secca, miele e cedro candito, che poi era cotto e ricoperto da uno strato di pastella d'uovo. Oggi si possono trovare molte varianti, ma tra gli ingredienti non mancano lo zafferano e la ricotta.


Parrozzo, Abruzzo: E' un dolce così buono che in suo omaggio Gabriele D’Annunzio compose «La Canzone del Parrozzo». In origine era il pan rozzo, un pane in uso tra i contadini fatto con farina di mais e cotto al forno. Poi un pasticcere lo rivisitò: le uova nell’impasto diedero il giallo dovuto al mais, le mandorle tritate riprodussero la granulosità dell’impasto del pane e il colore bruciacchiato della crosta fu riprodotto aggiungendo cioccolato. Da allora, il parozzo è realizzato con un impasto a base di semolino e mandorle e una copertura di cioccolato fondente, ha la caratteristica forma semisferica che svela all’interno una pasta morbida, gialla e profumata. Il parrozzo può essere aromatizzato con amaretto o mandorle amare.


Struffoli, Campania: Rientrano tra i dolci tipici legati alla tradizione della pasticciera napoletana, insieme ai roccocò, susamielli, divino amore e alle zeppole, gli struffoli sono le allegre palline di pasta fritta legate con il miele e ricoperte dai multicolorati confetti.Nella ricetta napoletana domina la frutta candita con un ruolo da protagonista per la zucca, la celebre cucuzzata. L’origine degli struffoli è greca: il nome, deriva da strongulos, cioè pasta a forma sferica, arrotondata o incavata.
Aggiungerei a questa anche la pastiera, anche se questa è più un dolce tipico pasquale che natalizio!!


Bostrengo, Marche: E' un dolce tradizionale di origini antiche, preparato nella zona del Montefeltro a Natale e in tutte le occasioni eccezionali che meritano di essere celebrate. Anticamente era chiamato anche «svuotacredenza» poiché per farlo si usava un po' tutto quello che c'era in casa. Nato come piatto povero del periodo natalizio (recupera il pane raffermo, cui si aggiunge frutta candita, fichi secchi, uva sultanina e mosto cotto), nei secoli il bostrengo si è arricchito di ingredienti sfiziosi come il cacao, il miele, la frutta secca, il rum. Fristingo, frustingo, frostengo, pistingo il dolce marchigiano cambia nome secondo la zona e ricetta nel giro di pochi chilometri.


Cartellate, Puglia: Questi dolci a Natale profumano le case pugliesi di anice, mosto cotto e cannella. Le sue origini non sono del tutto chiare e vengono da lontano. Secondo alcuni era una specialità preparata in Egitto solo per i faraoni. L’origine del termine cartellate è da ricercare nel greco kartallos, il cui significato è "cesto". Infatti, la tradizione vuole che la sfoglia sottilissima durante la frittura prenda la forma delle fasce di Gesù Bambino. Ogni famiglia custodisce la propria ricetta gelosamente e prepara in gran quantità questo dolce, che è ottimo anche freddo. Le cartellate possono essere passate nel vincotto o nel miele, oppure mangiate semplicemente fritte con un po' di sale sopra.


Fichi chini, Calabria: I fichi chini sono la gioia della gastronomia calabrese e sono prodotti da una lavorazione tradizionale che associa l’essiccazione naturale dei fichi, la farcitura con mandorle, noci, cioccolato, canditi i fichi chini sono. In Calabria si preparano spesso in casa e si regalano agli amici e ai parenti. La tradizione vuole che quattro fichi aperti a metà siano sovrapposti per formare una Croce che è il simbolo religioso del Natale. Questa fu probabilmente l’idea di alcune monache che questi dolcetti presero la forma di una croce cristiana.


Cubaita, Sicilia: È il torrone tipico siciliano ed esattamente di Modica, città in provincia di Ragusa. Viene dal lontano Medioriente e l’ingrediente principale della cubaita è il sesamo. Particolarmente profumato, grazie anche alla presenza di miele, buccia di arancia e di limone è un vero trionfo di odori e sapori autentici. Ma perché sia vera cubaita, è importante che le mandorle siano quasi intere e il dolce abbia uno spessore di un centimetro al massimo.

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2 commenti:

  1. Ciao Marghe!
    Che fame *.*


    eyelineronfleek93.blogspot.it

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    1. Ma ciao ❤!!
      Visto che bontà? Mammamia...😍😍

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